Protezione termica per capelli: quando e come usarla

5 min di lettura · Sapere di cura · Anna Schulenburg

Protezione termica per capelli: quando e come usarla

I danni da calore iniziano prima di quanto si pensi: non ai 210 °C di una piastra, ma già intorno ai 150 °C, quando lo strato esterno (la cuticola) si danneggia in modo visibile – si solleva, il capello diventa poroso e spento. Un termoprotettore non può evitarlo del tutto, ma distribuisce il calore e riduce nettamente il danno. Due cose fanno la differenza: il prodotto e la tecnica corretta.

A quale temperatura il calore diventa rischioso?

Regola pratica: più il capello è fine e chiaro (o già danneggiato), minore è la sua tolleranza.

  • Da circa 150 °C la cuticola inizia a soffrire.
  • Da circa 180 °C la struttura di cheratina cambia in modo permanente.
  • Da 200 °C in su il rischio di rottura e doppie punte aumenta molto.

Attenzione: anche un phon con spazzola rotonda concentra calore elevato su singole ciocche. "Solo asciugare" non è un lasciapassare – anche qui serve la protezione.

Perché il termoprotettore da solo non basta?

Il termoprotettore forma una pellicola sottile che distribuisce il calore in modo più uniforme e aiuta a trattenere l'idratazione. Riduce il danno, non lo elimina. Chi stira ogni giorno a 210 °C danneggia i capelli anche con la protezione – solo più lentamente.

Vale quindi sempre la regola: usa la temperatura più bassa che funziona ancora. Spesso 160–180 °C bastano per un risultato pulito. Il calore alto raramente fa risparmiare tanto tempo quanto costa in salute del capello.

Applicare su capelli umidi o asciutti?

Dipende dal prodotto – ed è scritto sulla confezione.

  • Gli spray a base d'acqua si usano di solito su capelli umidi da asciugamano, prima del phon.
  • Le creme e gli oli spesso si applicano su capelli asciutti prima di piastra o ferro arricciacapelli.

Passare la piastra su capelli bagnati quando il prodotto non è pensato per questo rischia il temuto sfrigolio – segno che l'acqua evapora di colpo e spacca la struttura.

Come applicare il termoprotettore nel modo giusto

Passaggio 1 — Base pulita. Parti da capelli lavati di fresco e ben strizzati con l'asciugamano. Capelli troppo bagnati diluiscono il prodotto e allungano i tempi di calore.

Passaggio 2 — Distribuisci in modo uniforme. Spruzza o lavora il prodotto ciocca per ciocca, soprattutto su lunghezze e punte. Pettinalo con un pettine a denti larghi così raggiunge ogni fibra.

Passaggio 3 — Lascia agire un attimo. Dai al prodotto 30–60 secondi prima del calore. Sui capelli umidi, asciuga prima in modo grossolano, poi metti in piega.

Passaggio 4 — Temperatura minima, pochi passaggi. Imposta lo strumento al minimo possibile e passa su ogni ciocca solo una o due volte. Ripassare più volte danneggia più di un grado leggermente più alto.

Passaggio 5 — Ritocca se serve. Per rinfrescare la piega il giorno dopo puoi aggiungere una piccola quantità – ma con parsimonia, altrimenti appesantisce.

La cura rende i capelli più tolleranti al calore

Un capello sano e ben idratato tollera il calore meglio di uno secco. Trattamenti regolari, detersione delicata e una cura di origine naturale – come la linea MONAT – rafforzano la struttura del capello, così il termoprotettore lavora su una base migliore. Nessun prodotto sostituisce però una routine a basso calore: la protezione migliore è il calore che non arriva nemmeno al capello.

Domande rapide

Serve il termoprotettore anche solo per il phon? Sì. Un phon supera facilmente i 100 °C all'ugello, di più dove la spazzola rotonda concentra il calore. Qui di solito basta uno spray leggero.

Serve la protezione per i ricci con il ferro? Assolutamente sì. I ferri arricciacapelli spesso lavorano più caldi delle piastre e il calore resta più a lungo su ogni ciocca.

Posso applicare troppo termoprotettore? Sì. Troppo prodotto appesantisce e, con formule a base di olio, può fare grumi sotto il calore. Basta uno strato sottile e uniforme.

Il termoprotettore sostituisce un trattamento? No. Protegge durante lo styling ma non nutre in profondità. Entrambi fanno parte di una routine sana.


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